Pianeta moda

Cosa mi metto in testa quest’estate?

L’estate, come consuetudine, fa venire in mente il caldo, il mare, la spiaggia ed il buon umore, per questo motivo come possiamo essere stilose e quali copricapo è meglio indossare?

Le due tendenze attuali sono rispettivamente:

Il cappello di paglia, meglio se maxi e in stile Riviera;

Quest’estate quello che dobbiamo indossare senza timore alcuno sono i cappelli di paglia; questo cappello meglio se maxi, a tesa larga e con fascia nera o a pois.

Vietati assolutamente per l’estate 2015 sono i cappelli colorati ed al contrario sono assolutamente in voga quelli che ricordano gli stilosissimi anni ’60, quelli della Dolce vita. In spiaggia o per una passeggiata in città, il cappello a tesa larga sarà l’accessorio dell’estate, per una donna alla moda ed al contempo elegante.

Foulard e turbanti

La parola turbante deriva dalla lingua persiana ed è un accessorio (di seta, cotone o lana) che viene avvolto intorno al capo come embellishment; lo si può trovare tanto in Marocco come nel vicino oriente, in India o in Asia meridionale.

Quest’anno la tendenza del turbante e delle fasce in testa ricorda un po’ la “vecchia Hollywood” ed impone assolutamente di portarli, che siano essi turbanti, fasce o foulard! Devono essere in stampe geometriche, a fiori in stile figlio dei fiori, a pois oppure tinta unita; quindi non importa come essa sia, l’importante è indossarla.

Matteo Beltrama – stylist, image-maker, Master of European Fashion Institute (IED) in Milan, fashion blogger and consultant

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POIS POIS POIS

Pois, bolli, dots, chiamateli come volete ma sappiate che anche per questa Primavera/Estate 2015 questi simpatici ed irriverenti pallini saranno presenti nel guardaroba di tutte le più sfegatate Fashion Victims! Il termine “pois” deriva dall’inglese ovvero “Polka-dot”, ed ancora più anticamente da un ballo tradizionale della Cecoslovacchia, la polka. Compaiono per la prima volta intorno agli anni 30 sui foulard delle signore, ma è con gli anni 50 che scoppia questa moda, grazie anche a dive del calibro di Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot.

Da allora con cadenza regolare il tormentone dei “pois” ci accompagna; negli anni 80, negli anni 90, nel 2000 e continua ancora.

Quindi tu che segui la moda alla follia, che sia un accessorio, una scarpa, una foulard od un vestito intero, sappi che i pallini sono tornati.

Matteo Beltrama, stilista, image maker, Milano

Casa di moda “Schiaparelli”, rinascita

Un tempo il nome di Elsa Schiaparelli andava di pari passo a quello di Coco Chanel. La stravagante italiana, “Skiap” per i parigini, Elsa Schiaparelli per il resto del mondo, non passava di certo inosservata. Donna e trendsetter eccezionale, proprio per questo motivo Coco Chanel la fece accomodare su una sedia con la vernice fresca di colore bianco quando si era presentata con un vestito nero in velluto a cena da lei… Coco non poteva accettare l’idea di avere vicino qualcuno che potesse essere talentuosa come lei.

Elsa non perdeva occasione di impressionare il pubblico, attuando i princìpi del surrealismo nei propri abiti. All’inizio del XX secolo circolavano nell’aria idee surrealiste, che penetravano nelle menti di personalità straordinarie, come un virus. Il legame con i surrealisti, in particolare con Salvador Dalì e Jean Cocteau, influenzò parecchio le sue creazioni. Una delle collaborazioni dell’artista portò alla realizzazione di un cappotto con diverse tasche che raffiguravano motivi di famose opere del pittore. Un altro suo lavoro che divenne famoso fu il cappello nero in feltro a forma di scarpa con il tacco. Insieme a Dalì diede vita al “Lobster dress”, il famoso abito da sera in seta bianca con cintura cremisi e una grande aragosta rossa dipinta, che venne indossato dalla Duchessa di Windsor. Elsa Schiaparelli fu la prima a trasformare le ordinarie sfilate in veri e propri ammalianti spettacoli dal vivo, e gettò le basi di quello che successivamente verrà chiamato prêt-à-porter. Tutti noi conosciamo il colore fucsia, ma chi sapeva che fu proprio Skiap ad introdurlo?        Il “rosa shocking” colpì immediatamente il modo della moda: tutto, dagli abiti ai rossetti, si appropriò di questo colore.

Nell’anno 1954, Elsa Schiaparelli abbandonò il mondo dell’alta moda, e la maison “Schiaparelli” cessò di esistere. Solo nel 2006, la casa di moda venne acquistata dal presidente della “Tod’s Group”, Diego Della Valle. Nel luglio 2013, grazie alla collaborazione di Christian Lacroix, venne presentata la collezione in memoria di Elsa Schiaparelli, mentre a settembre dello stesso anno, Marco Zanini venne nominato direttore del marchio in rilancio. E’ bastato solo un anno, due stagioni di “haute couture”, e Zanini è riuscito ad affascinare critici, spettatori e anche la divina Tilda Swinton, che più di una volta ha sfilato sul tappeto rosso con gli abiti della casa di moda “risorta”.

Auguriamo grande successo e ispirazione alla maison “Schiaparelli”. Il tema surrealista continua ad essere attuale e rappresenta una delle tendenze delle prossime stagioni.

Elena Pochuyeva

Stilista e image-maker

www.facebook.com/elenapochuyeva77

Slava Zaitsev, lo zar russo della moda

 Vyacheslav Zaitsev, più comunemente Slava Zaitsev, è considerato il patriarca della moda russa ed è senz’altro il più grande stilista russo di tutti i tempi. Nato ad Ivanovo nel 1938, frequenta la Facoltà di Arti applicate all’Università di Chimica e Tecnologie, dove coltiva l’interesse nella manifattura e sviluppa le credenziali per diventare un artista della tessitura. Terminata l’Università di Ivanovo, si trasferisce a Mosca nel 1956 e comincia gli studi presso l’Istituto Tessile di Mosca, dove si specializza in pittura e design. Nel 1965 diventa il Capo Designer della “All-Union Fashion House” di Mosca. Nello stesso anno, Pierre Cardin, Marc Bohan e Guy Laroche visitano Mosca e hanno modo di entrare in contatto con i lavori di Zaitsev; i designer francesi ne rimasero affascinati e definirono Zaitsev un vero professionista.

Gli anni successivi furono una rapida salita verso il successo. Tra il 1965 e il 1968 la sua famosa collezione “The Russian series” sbarcò all’estero e la stampa occidentale attribuì allo stilista l’appellativo di “Red Dior”. Alla fine degli anni ’70, le sue collezioni sfilarono sulle passarelle di Stati Uniti, Giappone, Canada, Francia, Jugoslavia e Italia. Nel 1982 lo stilista russo trasformò il suo studio nella “Slava Zaitsev Moscow Fashion House”, conosciuta come Dom Modi, diventando il primo stilista sovietico a cui venne concesso, da parte del governo sovietico, di etichettare i propri abiti.

Zaitsev è una vera e propria icona della moda russa. Ha vinto numerosissimi premi, ha disegnato numerosi abiti per pattinatori e ballerini, ed ha vestito personaggi di spicco e attori del calibro della First Lady della Russia Lyudmila Putina, Jane Fonda, Tina Turner e Herb Ritts.

L’arte folkloristica russa ha una grande importanza per lo stilista. Zaitsev ha visitato numerose cittadine antiche della Russia dalle quali ha saputo cogliere l’essenza della sua arte. La moda di Zaitsev ti travolge come un vento che soffia trascinando con sé i richiami di una tradizione popolare lontana, ma che porta con sé una deliziosa natura floreale che affascina con i suoi colori.

Proprio Lui e la sua “Dom Modi” aprirà la sfilata di “Roma Fashion Week” il 14 ottobre con una sua collezione che lascerà senza fiato. L’evento è di grandissima importanza se si considera che da più di 20 anni il Maestro non ha sfilato in Italia con le sue creazioni. La manifestazione si svolgerà presso il Centro culturale russo in un Palazzo del XVI secolo, in Piazza Cairoli, 6.

E’ un evento davvero imperdibile, non lasciatevelo sfuggire!